Il Premio 2012 / 13 "DISABILITA' E INTERAZIONE. IL CORPO COME MEZZO DI ESPRESSIONE" > Elaborati > BRESSANI Federico, Liceo Artistico Apolloni, Fano

CI TOCCAMMO E IL SOLE RISE

 

Utilizzando come mezzo un illustrazione tratta da una poesia, che ho scritto ispirandomi a un’esperienza di collaborazione con i ragazzi disabili della nostra scuola ho voluto esprimere la possibilità di un contatto, che scavalchi le barriere che il corpo e la normalità hanno creato, rendendo difficile il coinvolgimento fra disabili e non.

Ma se si scava oltre l’aspetto e i limiti, ci si può comunque mettere in contatto in maniera diretta, tramite scambi di emozioni che sanno rianimare anche gli spiriti assopiti.

Potendo osservare con occhi transigenti che non vedono il diverso, ma che piuttosto cercano con insistenza un punto comune, che dia la possibilità di un movimento coinvolgente per entrambe le parti. Alla ricerca di un minimo comune multiplo che azzera le differenze che la vita ha posto come limite.

Punti comuni ce ne sono, me ne accorgo guardandogli negli occhi sentendo l’essenza della vita che mi guarda, avvolta con un illusorio velo di semplicità, dietro al quale si cela una verità particolare che se colta sa scuotere ogni animo. Trovando un’interazione che sappia muovere il corpo verso una stessa direzione senza alcuna differenza.

Dimensioni  29 x 42

Tecnica disegni a matite grafite

 

RAGGI TERRENI

 

Fuori dalla finestra,

il temporale minaccioso

scagliava acqua sull’asfalto

e il cielo dava l’illusione della notte,

coprendo il sole con delle nuvole

come nascosto da un velo nero.

In quel momento all’interno delle finestre

La luce artificiale,illuminava.

Ma in un istante la stanza

si riempì di un bagliore,

come se il sole da dietro quelle nubi,

si fosse spostato sull’uscio della porta.

ma non era il sole

ad essere arrivato

 piuttosto i suoi raggi più belli

per far risplendere

i nostri stati d’animo

mentre lui non poteva donarci la sua presenza.

entrarono dei ragazzi

e il loro volto innocente

emanava un’energia

che può scaturire solo dagli animi candidi

senza alcuna ombra,

ed io colsi quella forza che il mio animo

sporcato dalla quotidianità

non conosceva.

con grande sorpresa mi prese la consapevolezza

dell’esistenza di grandi emozioni

che con enorme caparbietà

sovrastavano le altre,

vecchie e consumate ormai da giorni.

Quei portatori inconsapevoli

di luce, si misero al nostro fianco

facendoci splendere

della loro luce,

almeno per un’ora.

i vuoti fogli bianchi a disposizione

Si fecero ignari portatori

di emozioni.

Dipinsero delle immagini,

 già nel mondo,

interpretandole a loro modo,

reinventando in un istante i paesaggi

che di solito mutano

solo con il passar dei secoli.

Vidi le loro mani stringere pastelli,

matite e pennelli e muoverli in quel

candido sfondo, con movimenti

brevi e istintivi,

creando un filo conduttore diretto

che collegava la loro mente

fantasiosa con il foglio.

All’improvviso ho capito.

Quel che vedono

Senza alcun genere di filtro che ne condizionasse

la forma e il colore.

Mi tirarono addosso

la loro verità,

il loro modo di pensare, insomma,

se stessi.

Muri e barriere caddero,

sbriciolandosi su se stessi.

Le pareti si facevano forza

a vicenda per riuscire a contenere

quell’esuberante energia

che imperterrita si sprigionava.

Le ore si fecero minuti,